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sabato 3 luglio 2010

Una famiglia un po' allargata

C'è un amico  che in questi giorni vive e dorme con noi. Ci sono anche due puffi spagnoli e la loro mamma. C'è un casino in giro che neanche i Simpson quando avevano arrestato Marge e mettevano tutto sotto i tappeti e alla fine surfavano sulle onde di tessuto per andare da un punto all'altro della casa.. C'è sempre qualcuno da aspettare quando si esce: chi ha dimenticato il cellulare, chi gli occhiali, chi il peluche, chi il ciuccio, ecc. ecc.
E non crediate che di notte la situazione sia più tranquilla. Qualcuno russa (qualcuno che ho sposato e che per ragioni di spazio dorme in sala in queste notti), un altro tossisce, qualcuno parla nel sonno. Uno si sveglia e chiede un bicchiere d'acqua, uno a cui io porto l'acqua perché è la mia copia e quando avevo la sua età qualcun altro la portava a me...

C'è sempre qualcuno che cincischia con la moka e quindi il caffè è sempre pronto. Ci sono un sacco di cose da dirsi e raccontare e poi si ride anche dei fallimenti di cui, a pensarci da solo, ti viene proprio da piangere.
Guardando questa bella famiglia allargata, penso a quale danno ci hanno fatto e ci siamo fatti abbandonando la vita comune.
Divide et impera.
Spezzato il legame della rete, rinchiusi in appartamenti monofamiliari...li stipiamo di elettrodomestici, oggetti, vestiti per dimenticare il vuoto. Ma il vuoto non si dimentica. Lo si può solo colmare di voci, risate e sorrisi. Non conosco altro modo e...scusate devo andare a sedare una lite per il cartone animato da vedere. E, ovvio, devo portare un bicchiere d'acqua al più piccolo dei puffi.

martedì 8 giugno 2010

Un altro tipo di rete

Mi sono fatta proprio un bel regalo con i soldi ricevuti per il compleanno. Avevo adocchiato un paio di boots estivi e un bel vestitino da abbinare e invece all'ultimo ho scartato di lato.
Mi sono iscritta a un seminario di Costellazioni familiari con Giuliana Strauss.
E' stata un'esperienza incredibile e da due giorni sono combattuta tra la voglia di raccontare e quella di stare in silenzio a sentire ancora tutto quello che c'è stato nell'aria durante il weekend.

Sono stati due giorni intensi ad alto tasso di concentrazione, dispendio calorico (mai mangiato tanti dolci come in quelle pause!) e di grande scoperta.
C'è assolutamente altro oltre quello che vediamo e c'è un modo di stare ad ascoltare e farsi guidare verso la soluzione.
C'è una persona fantastica come "zia Giuli" e persone altrettanto fantastiche e coraggiose con cui condividere sorrisi e lacrime.

C'è una rete che non è il temibile Internet con tutte le sue insidie e che non è quella dei pesci il cui scopo è trasportarli dove non vogliono.
C'è un posto in cui essere connesso vuol dire esserlo davvero con ogni parte di te.
Grazie a tutti.