I racconti si dividono in tre tipi: bambino/a ha fatto qualcosa a lui; lui ha fatto qualcosa a bambino/a; bambino/a ha fatto qualcosa degno di nota tout court.
Per curiosità, per interessarmi alla sua vita sociale chiedo:"Chi? Gianluca? O Lorenzo?" oppure "Michelle? Cecilia?".
La sua risposta è "Quella con i capelli fatti così" oppure "Quello che fa così".
Segue un mimo dei capelli o della gestualità identificativa del bambino che a me risulta incomprensibile, ma il puffo, soddisfatto, guarda fuori dal finestrino. Anch'io sorrido: non aggiungerà altro, l'essenziale è stato detto.
A lui, agli allievi di sceneggiatura pronti a raccontarmi alla prima lezione il loro immaginario, a tutti quelli che aderiscono alla mia campagna "distruggiamo idealmente ogni archivio in cui siamo un numero o un nome o un insieme di caratteri alfanumerici" dedico questo passo del Piccolo Principe:
Se vi ho raccontato tanti particolari sull'asteroide B612 e se vi ho rivelato il suo numero, è proprio per i grandi che amano le cifre. Quando voi gli parlate di un amico mai si interessano alle cose essenziali. Non domandano mai: "Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?"(A. de Saint-Exupéry, "Il Piccolo Principe")
Ma vi domandano "Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?".
Allora soltanto credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi:
"Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre e dei colombi sul tetto" loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire:
"Ho visto una casa di centomila lire" e allora esclamano: "Com'è bella". Così se voi gli dite: "La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora: Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste." Be' loro alzeranno le spalle, e vi tratteranno come un bambino. Ma se voi invece invece gli dite: "Il pianeta da dove veniva è l'asteroide B 612" allora ne sono subito convinti e vi lasciano in pace con le domande. Sono fatti così. Non c'è da prendersela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi.
Nessun commento:
Posta un commento