mercoledì 17 novembre 2010

L'essenza delle cose

A volte D., tornando dall'asilo, racconta qualcosa.
I racconti si dividono in tre tipi: bambino/a ha fatto qualcosa a lui; lui ha fatto qualcosa a bambino/a; bambino/a ha fatto qualcosa degno di nota tout court.
Per curiosità, per interessarmi alla sua vita sociale chiedo:"Chi? Gianluca? O Lorenzo?" oppure "Michelle? Cecilia?".
La sua risposta è "Quella con i capelli fatti così" oppure "Quello che fa così".
Segue un mimo dei capelli o della gestualità identificativa del bambino che a me risulta incomprensibile, ma il puffo, soddisfatto, guarda fuori dal finestrino. Anch'io sorrido: non aggiungerà altro, l'essenziale è stato detto.

A lui, agli allievi di sceneggiatura pronti a raccontarmi alla prima lezione il loro immaginario, a tutti quelli che aderiscono alla mia campagna "distruggiamo idealmente ogni archivio in cui siamo un numero o un nome o un insieme di caratteri alfanumerici" dedico questo passo del Piccolo Principe:


Se vi ho raccontato tanti particolari sull'asteroide B612 e se vi ho rivelato il suo numero, è proprio per i grandi che amano le cifre. Quando voi gli parlate di un amico mai si interessano alle cose essenziali. Non domandano mai: "Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?"
Ma vi domandano "Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?".
Allora soltanto credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi:
"Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre e dei colombi sul tetto" loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire:
"Ho visto una casa di centomila lire" e allora esclamano: "Com'è bella".
Così se voi gli dite: "La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora: Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste." Be' loro alzeranno le spalle, e vi tratteranno come un bambino. Ma se voi invece invece gli dite: "Il pianeta da dove veniva è l'asteroide B 612" allora ne sono subito convinti e vi lasciano in pace con le domande. Sono fatti così. Non c'è da prendersela. I bambini devono essere indulgenti con i grandi.
(A. de Saint-Exupéry, "Il Piccolo Principe")

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