venerdì 26 novembre 2010

La piccola G. e la Gelmini

G. e i suoi compagni hanno occupato la scuola.
Lo so perché G., figlia maggiore di una nostra amica, ha chiamato A. chiedendogli di andare a parlare loro di cinema.
A. è andato e mi ha raccontato che hanno iniziato con il cinema e sono finiti a parlare della scuola, di loro, di come lottare per quello che si vuole.

Penso a G. così minuta e così determinata che dorme in quella scuola. Chissà com'è la scuola di notte...
-Ma c'è qualche bidello lì con loro? C'è qualcuno che sorveglia l'ingresso, che nessuno gli faccia del male?
- Sì, c'è un bidello che vive proprio lì nella scuola.
(a casa nostra diciamo ancora "bidelli" ma li stimiamo al pari degli insegnanti. I giri di parole li lasciamo a quelli così ossessionati dal trovare la formula linguistica giusta che si dimenticano di salutarli).

I racconti di A. su questi ragazzi mi fanno tornare in mente cose a cui non pensavo da tempo: i viaggi in treno con A. la mia amica del cuore per raggiungere piazza Esedra punto di partenza di tutte le manifestazioni, Cofferati che sembrava dovesse essere il nuovo Berlinguer,  il corso di cinema durante l'autogestione in cui scoprii "Arancia meccanica", "The doors" e altri film disapprovati dagli adulti, i 24 chilometri della marcia della pace Perugia-Assisi, lo striscione che indossavamo io e le mie amiche (ci mettemmo tutta una notte a colorarlo) e che recitava PACE: UNICA ARMA INTELLIGENTE, lo sguardo di mia mamma che ogni volta che uscivo di casa mi guardava come se non dovessi tornare più ma mi mandava sempre, il suono dei bonghi, i piedi che alla fine facevano un male..

Stamattina, compro il giornale e leggo:
Gli studenti fermano la riforma. Slitta l'approvazione della legge Gelmini.

1 commento:

  1. Ricordo il tempo in cui sembrava che Cofferati (allora dalla CGIL) potesse fare la differenza... E' stato un breve periodo di grandi mobilitazioni generali. E le cose sembravano muoversi.
    (Pare un secolo fa...)

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