Questi primi giorni di vacanze sono stati utili quanto a insegnamenti:
- inutile vagheggiare di traslochi in altre latitudini, più calde, meno umide: i virus della scuola materna vanno fortissimo ovunque (ci giungono dati dal Lazio, dalla Puglia, dalla Sicilia)
- alle recite di Natale parteciperà sempre una piccola élite di superstiti, inutile distribuire le parti del copione. Più realistico mettere in scena un Beckett con due o tre personaggi. Meglio ancora un monologo (c'è sempre un Gastone, un fortunato fin dalla tenera età).
- Babbo Natale non si ammala mai, tira fuori delle risorse impensabili e trova sempre quello che cerca. Forse imbottisce le renne di antibiotici ma di fatto non sgarra.
- chi manda auguri a tutta la rubrica (e lo scopri perché è un ex o un amico che hai sempre chiamato Gigi e che invece nell'sms si firma con nome e cognome) non merita risposta. Gli auguri o si inviano sentiti o non si inviano.
- nelle vecchie riviste sepolte sotto la montagna delle nuove e riesumate per pulire i vetri o raccogliere gli scarti dei carciofi, ecc. si celano articoli interessantissimi che a una prima lettura erano sfuggiti. (ma le hai mai aperte certe riviste? così nuove, così intonse, così poco spiegazzate...suggeriscono di giorni in cui sono state ignorate)
- le richieste degli adulti a Babbo Natale sono più difficili da esaudire. Io per esempio vorrei solo andare al cinema con A. e per ora non siamo ancora riusciti...
(to be continued)
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