Il tavolo è loro. Là sopra si riuniscono, stringono mani e affari, sorridono insinceri. Sotto il tavolo è il nostro posto, il posto di noi che a quest'ora dovremmo essere già a letto.
sabato 23 ottobre 2010
I quattro elementi e i due fratelli Shyamalan
Ci sono artisti che assomigliano a certi amici.
Quelli di cui non ti puoi fidare sempre, quelli che però quando sono in vena ti regalano qualcosa che gli altri no, non riescono, non in quel modo.
Shimalayan è uno di questi.
Può offrirti film come "Il sesto senso" che fa scuola, che ti trovi a citare spesso parlando di sceneggiature esatte come orologi.
Oppure atmosfere come "The village".
Non esita a parlare di lealtà, responsabilità come missione. I suoi film richiamano una morale dell'essere umano, intesa in senso lato, trans-culturale ed in questo è un unicum perché l'impegno al cinema si traduce più frequentemente in impegno civile, sociale, politico.
Ma per avere tutto questo, devi mettere in conto che a volte andrai al cinema e avresti preferito non andare.
Ti sembrerà la brutta copia di se stesso. Ti troverai a sospettare di un fratello gemello un po' scemo che si spaccia per lui sul set.
Non ci sarà quella profondità che ti aspettavi, c'è qualcosa di sfocato, quasi dozzinale.
E' il caso di "Signs", "Lady in the water", "E venne il giorno".
"L'ultimo dominatore dell'aria", il cui soggetto -molto suggestivo- è tratto da un manga, non arriva a questo.
Si ferma a metà: i dialoghi a volte sono imbarazzanti (anche per la recitazione?), le azioni dei personaggi incerte (il fratello della dominatrice dell'acqua e la principessa, durante la battaglia finale, vanno di continuo avanti e indietro dal luogo sacro. Per smaltire l'ansia?), i personaggi non hanno la tridimensionalità di un film e non hanno l'epicità degli eroi dei fumetti.
Le immagini però, finalmente con un digitale usato al meglio delle sue possibilità, sono affascinanti.
E il tema di affrontare il nemico senza usare la violenza, solo mostrando le potenzialità e la forza della tua anima, da approfondire.
Provaci ancora, Shy.
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il film è una favola. scelta di genere. dialoghi da favola. movimenti drammaturgici da favola. nessun errore. sì, effettivamente, qualche attore non sempre felice. ma il film è bello. bello soprattutto cinematograficamente. niente battaglie playstation (matrix 2 e 3 playstation, signore degli anelli playstation, resident evil playstation); siamo agli antipodi: siamo alle coreografie carnali dei bei vecchi film di bruce lee, siamo al rallenty catartico di kurosawa e peckinpah, torniamo a quella magnifica sequenza di battaglia finale di unbreakable espansa qui a epica. e poi quante volte al cinema ci capita di assistere a eroi che per vincere scelgono il sacrificio (poche volte) oppure rinunciano a distruggere riuscendo a persuadere (quasi mai)?grazie fratello genio shyamalan!
RispondiEliminasui contenuti non discuto perché, come scritto nel post, di lui c'è bisogno.
RispondiEliminail ralenty del combattimento è azzeccato ma non è qui il punto.
rimangono le mie riserve su dialoghi, personaggi e alcuni movimenti.
ammetto, non l'ho fatto prima, che le scene dell'avatar nel monastero hanno qualcosa che emoziona.