Negli ultimi giorni (abbastanza complessi da vivere o meglio da affrontare rimanendo vivi) mi sono trovata ogni tanto a fantasticare.
Come vorrei essere il pediatra di mio figlio che ho inseguito telefonicamente come non farei neanche con Christian Bale se ne avessi il numero.
O l'elettricista che ci ha detto di svitare la lampadina e richiamarlo la settimana seguente.
O il tecnico della caldaia che abbiamo implorato per settimane di venirsi a prendere questi 100 euro per il controllo annuale.
Come vorrei essere una di quelle persone che non soffriranno mai la sindrome da abbandono professionale.
Invece chi scrive storie è sempre lì a proporle o a giustificarle o a proteggerle. Spesso in difesa, mai in attacco. Conoscono sceneggiatori che non spengono il cellulare neanche la notte. Si sa mai che il produttore, colto da insonnia, venga folgorato dalla nostra idea. Bisogna farsi trovare pronti.
Il "come vorrei essere" mi ha riportato alla memoria una poesia studiata ai tempi del liceo.
S' i' fosse foco, arderei 'l mondo;
s' i' fosse vento, lo tempesterei;
s' i' fosse acqua, i' l'annegherei,
s' i' fosse Dio, mandereil' en profondo;
s' i' fosse papa, sare' allor giocondo,
ché tutt' i cristiani imbrigherei;
s' i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzerei lo capo a tondo.
S' i' fosse morte, andarei da mio padre;
s' i' fosse vita, fuggirei da lui:
similmente farìa da mi' madre.
S' i' fosse Cecco, com' i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre,
e vecchie e laide lasserei altrui.
(Cecco Angiolieri 13°-14° secolo)
La leggo, sorrido e penso che la caldaia è importante, ma le parole anche.
Mi è sempre piaciuta!!!
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