Il tavolo è loro. Là sopra si riuniscono, stringono mani e affari, sorridono insinceri. Sotto il tavolo è il nostro posto, il posto di noi che a quest'ora dovremmo essere già a letto.
lunedì 3 maggio 2010
Siediti al sole
Mi chiedo perché si faccia un gran parlare del mal d’Africa e nessuno abbia mai nominato il mal di Lisbona.
Ci sono stata in questo periodo, qualche anno fa. Ogni tanto mi prende alle spalle una nostalgia, una mancanza. E anche quando mi trovavo lì, non era la solita euforia da viaggio.
C’era dell’altro. Come se ci avessi già vissuto e perso qualcosa. Come se voltato l’angolo, potessi incontrare i miei nonni o Pessoa. Come se l'espressione "venire alla luce" fosse stata coniata per la luce di Lisbona per cui puoi dirti veramente vivo solo avendola incontrata. Come se le tante screpolature di porte e muri avessero intuito qualcosa dell’anima.
"Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso". (F. Pessoa)
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Ho i brividi. Ti ho appena letto. Penso non ne avessimo mai parlato. Io dico sempre che soffro di mal di Lisbona. Non riesco a starci lontana a lungo (mai più di due anni da quando ci sono stata). E' la mia seconda casa. E' la mia dimensione. Mi perdo ovunque, ma non a Lisbona. Ne ricordo le strade, gli odori, i colori, i palazzi. E sì, indubbiamente la luce e quel colore del cielo....buon compleanno sorellina
RispondiEliminaormai sono convinta che abbiamo tutti avuto una vita precedente in Portogallo. E noi magari ci siamo conosciute in una "casa do fado". Se fossimo donne o uomini non so dirti, sicuramente la persona che ci ha fatto incontrare era seduta in un angolo a fermare il momento con carbocino su carta...
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