Il tavolo è loro. Là sopra si riuniscono, stringono mani e affari, sorridono insinceri. Sotto il tavolo è il nostro posto, il posto di noi che a quest'ora dovremmo essere già a letto.
giovedì 9 settembre 2010
Quando i soldi non possono tutto...
Recuperato un altro film perso al cinema.
"Drag me to hell" di Sam Raimi. Incredibile come ad aprire la mente, entrino cose interessanti. Ho fatto pace con l'horror e si è dischiuso un mondo.
Quest'estate la mia amica A., ricercatrice in Economia, ha gentilmente tentato di spiegarmi con un linguaggio che potessi capire anch'io (mi manca proprio un'area del cervello, quella dedicata alla voce "burocrazia e questioni economiche") cosa è successo nell'economia mondiale in questi anni.
Mi ha parlato delle banche statunitensi e del "trucchetto" (lei non ha usato questa parola ma io lo farò) con cui, sventolando sotto il naso dei proprietari di case una liquidità in prestito pari al valore dell'immobile, sono riuscite a sottrarre le case stesse.
E poi il concedere mutui a soggetti non bancabili, ossia soggetti che mai avrebbero potuto pagarlo interamente, e tutte quelle manovre che ci portano alla situazione attuale.
Eccoci tornati a "Drag me to hell".
Ecco l'interpretazione visionaria -e tradotta nel genere- di un grande artista.
Prendete lo strapotere del denaro e di strutture che difficilmente hanno una faccia e un nome (poveri funzionari allo sportello!), l'impotenza che ti coglie a non farcela a stare al passo, la reazione degli oppressi che spesso non conosce misura, prendete la giusta dose di ambizione che serve per farcela, per presentarsi in certi ambienti a testa alta, per riscattarsi da un passato con qualche stento...
prendete gli scrupoli che prima o poi tornano, le paure, la suggestione, l'oscurità dentro e fuori, tutti gli ingredienti dell'umano...
ecco un gran film.
PS. ogni cosa ha il suo piccolo prezzo. Ora temo le mosche più dei ragni e non esco più in balcone di notte...
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complimenti al piccolo grande raimi, che prima, mentre e, ne sono certo, dopo spiderman continua a regalarci film preziosi come 'the gift', 'soldi sporchi' e questo 'drag me to hell'. complimenti soprattutto per l'erotismo che pervade il film. erotiche le scenografie, erotici i sottili ma pregnanti rimandi della messa in scena a un paio di cosette che un tempo si imparavano col kamasutra, eroticissima la scena da lottatrice nel fango del cimitero e sempre erotica la protagonista che anche nei momenti più grotteschi e splatter del film piazza deliziosi dettagli fetish. è importante perché la corruzione dell'anima è esattamente il risultato di come l'erotismo della merce ci corrompe tutti, ogni giorno, dovunque. e raimi lo racconta bene: il diavolo è talmente erotico da condannarci a quanto di più disgustoso può offrirci la vita.
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