Sia ben chiaro, da umanisti quali siamo, l’abbiamo fatto per una pura questione linguistica.
Perché a dire ancora “il mio ragazzo”, “la mia ragazza” sembra di non esser mai venuta via dall’Alberone (chi ha le mie stesse origini geografiche, sa di cosa sto parlando…).
Le espressioni “il mio fidanzato”, “la mia fidanzata” invece fanno ripiombare nella Sicilia del Gattopardo e si rimane ad aspettare che lui si presenti in ginocchio al cospetto del futuro suocero a chiedere la mano (e non solo) di lei.
Finora ci siamo chiamati compagni… di vita, di viaggio, di avventure, di giochi.
Ma qualche giorno fa, il nostro macellaio di fiducia, mentre uscivo dal negozio si è impantanato “Grazie e mi saluti il…compagno”. Avrei anche alzato il pugno ma qui il neo-Presidente è Cota e ho già l’accento romano che non aiuta la mia sopravvivenza in Piamunt.
Comunque, siamo molto felici e da ieri, anche sposati.

finalmente ho capito come si usa sta roba, vi faccio un oceano di cose bellissime, come voi, baci maria
RispondiElimina"Spooooosiiii... oggi si avvera il sogno e siamo spooooosiiiii..." :-)
RispondiEliminaLa mia vena canterina (e retrò) prende sempre il sopravvento.
Tanta felicità a tutti e due! Anzi, a tutti e tre! (... e come terzo non mi riferisco al macellaio ;-) )
PS= avanti popolo sempre e comunque! ;-)
Tanti auguri!!!
RispondiEliminati sei emozionata? qualcuno ha pianto? come sarebbe a dire che ha pianto il amcellaio!?
Silvia (ormai cacciata via dall'alberone per sopraggiunti limiti d'età)
Tanti auguri cugina
RispondiEliminaun abbraccio da noi tutti
grazie a tutti: a maria perché ha superato il suo blocco da foglio bianco (così lo chiamiamo tra addetti ai lavori), a vanessa per i suoi auguri musicali e retrò, a silvia che sembra sempre una ragazzina e ha scelto di non frequentare più l'Alberone per non far sfigurare le ragazzine, a mio cugino andrea che vedo poco ma a cui voglio tanto bene
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