Il tavolo è loro. Là sopra si riuniscono, stringono mani e affari, sorridono insinceri. Sotto il tavolo è il nostro posto, il posto di noi che a quest'ora dovremmo essere già a letto.
martedì 14 settembre 2010
In qualche posto, sulla terra...
Amo i film di Sofia Coppola. Amo e ho visto ripetutamente la "trilogia della solitudine femminile" (Il giardino delle vergini suicide, Lost in traslation, Marie Antoinette) con una predilezione per Lost in traslation.
La Coppola ha una mano unica, un tratto delicato, una poetica delle piccole cose, affreschi che procedono per accumulo e alla fine restituiscono una vita. Emozionano.
"Somewhere" a mio avviso disattende le aspettative.
Nel film ci sono momenti così, delicati, pregni di senso ma nel complesso la rarefazione del narrare viene spinta troppo in là e lo schermo si riempie di scene noiose e lunghe come Cleo che pattina o Johnny che fuma e beve.
Diverse le scene in cui con efficacia si descrive la noia (bella la lunga attesa con la maschera sul viso, magistrale la scena iniziale in cui si dice tutto del personaggio: un uomo che gira a vuoto in un ambiente che dovrebbe essere adrenalinico).
Il tema del padre redento dalla vicinanza della figlia così come il ritratto di uno star system allo sbaraglio e volgare non sono sufficientemente originali. La regista non ci racconta nulla che non sappiamo, al contrario di quanto fa ad esempio in Lost in traslation in cui dallo schermo arriva al pubblico il vissuto di chi quei posti li ha visti e respirati davvero. O ancora in Marie Antoinette in cui, forte della sua grazia femminile, la Coppola suggerisce una possibile storia intima e parallela ai grandi eventi.
Suggestive le musiche e il titolo a ricordare che, anche se difficile da trovarsi, pure ci deve essere un posto dove sentirsi finalmente a casa, come diceva una vecchia canzone.
"Da qualche parte al di là dell'arcobaleno
c'é un paese di cui ho sentito parlare
una volta in una ninna nanna
da qualche parte al di là dell'arcobaleno
i cieli sono blu e i sogni che osi sognare
diventano realtà sul serio"
(Somewhere over the rainbow)
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Mi é venuta proprio voglia di vederlo...voglio correre il rischio!
RispondiEliminaBella la nuova veste grafica del blog!
concordo appieno. probabilmente la laguna veneziana emana effluvi che annebbiano le menti, seppur brillanti come quella di Tarantino.
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