Non mi ricordo quale pedagogo (probabile fosse la Montessori) scrisse che un bambino non cresce solo con le cure fisiche, il cibo, le vitamine, ecc. ma anche con la fiducia.
Quando l’ho letto, ho trovato questo pensiero profondamente vero.
Credo che un bambino diventi grande perché gli altri sanno (anche per lui che non ha ancora esperienza del mondo) che lo diventerà.
E penso che fiducia sia una delle più belle parole che abbiamo a disposizione.
“Fiducia” ha la stessa radice di “Fede” ed entrambe le parole stanno ad esprimere una disposizione a credere nelle qualità di qualcuno o nella verità di qualcosa anche in assenza di certezze logiche.
Tu non sei ancora grande, ma io credo che lo diventerai.
Non sei ancora uno scienziato, un medico, un ballerino, un uomo o una donna di valore ma ho fiducia che lo diventerai, che realizzerai i tuoi sogni.
E la mia fiducia è parte del carburante che ti servirà per arrivare.
Il contrario di “Fiducia” credo sia ritenuto all’unanimità il termine “Sfiducia” che però indica semplicemente una mancanza di fiducia.
Mentre per me l’esatto contrario è “Diffidenza” ossia una “negazione della fiducia” preventiva.
Laddove dando fiducia si tenta un salto, diffidando si rimane sostanzialmente chiusi a casa propria.
”Là fuori è un mondo di squali” è uno di quei moniti che spesso i grandi rivolgono ai piccoli, condannandoli a restare piccoli e paurosi.
Ancora più grande è la responsabilità di chi tradisce la fiducia che qualcuno ha riposto in lui perché non solo uccide una parte della persona che ha tentato il salto, ma anche perché toglie a chi deve ancora incontrarla la sua occasione: quella di nutrirsi della fiducia che quella persona avrebbe accordato.
c'è un complesso labirinto che regola il tipo di rapporto in questione. i 'grandi', quando sono persone irrisolte, frustrate, e non sanno di esserlo, non lo ammettono, di fronte ai piccoli (figli, allievi, nipoti, studenti) si spaccano in due: il grande numero uno che desidera che il piccolo faccia quello che lui non è riuscito a fare e il grande numero due che non vuole che il piccolo riesca in ciò in cui lui non è riuscito. questo li fa oscillare tra una fiducia riposta nel piccolo che però non è mai dichiarata, offerta, e una sfiducia che, al contrario, della prima è decisamente avvertita dal piccolo. questo doppio input crea problemi grossi, più grossi di un bel cattivo da cartone animato 'tutto sfiducia'. un bel casino che ci ricorda che non riusciremo mai ad avere grandi che danno una fiducia 'pulita' ai piccoli, finchè a quei grandi non sarà data una fiducia altrettanto pulita, la stessa fiducia che loro, prima di non concedere ai piccoli, non concedono a se stessi.
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